{"id":26527,"date":"2022-06-21T08:39:19","date_gmt":"2022-06-21T08:39:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.materdomini.it\/?post_type=news&p=26527"},"modified":"2023-05-15T13:06:38","modified_gmt":"2023-05-15T13:06:38","slug":"protesi-anca-navigatore-computerizzato","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/www.materdomini.it\/news\/protesi-anca-navigatore-computerizzato\/","title":{"rendered":"Un navigatore computerizzato per le protesi d\u2019anca: interventi personalizzati nell\u2019ordine del millimetro"},"content":{"rendered":"\n

In Humanitas Mater Domini l\u2019intervento di protesi d\u2019anca<\/a><\/strong> si esegue con il supporto di un sistema di navigazione computerizzato <\/strong>che, grazie all\u2019algoritmo di calcolo<\/strong> di cui \u00e8 dotato, restituisce al chirurgo ortopedico dati oggettivi sulle dimensioni e sull\u2019orientamento <\/strong>che le componenti protesiche dovranno rispettare per garantire un impianto estremamente personalizzato sull\u2019anatomia del paziente. <\/p>\n\n\n\n

Grazie all\u2019integrazione delle immagini dell\u2019articolazione acquisite nelle fasi pre e intraoperatorie, la tecnologia permette allo specialista di studiare con maggior precisione la morfologia del paziente<\/strong>, identificare le componenti protesiche pi\u00f9 adeguate<\/strong> e vedere in anticipo l\u2019esito dell\u2019intervento<\/strong>. Il tutto senza inserire sul bacino e sulla gamba tracker metallici caratteristici, invece, dei sistemi di navigazione tradizionali.<\/p>\n\n\n\n

\u201cL\u2019intervento di protesi d\u2019anca \u00e8 l\u2019esempio perfetto di come l\u2019esperienza dello specialista sia importante per la qualit\u00e0 e la buona riuscita di un\u2019operazione. \u00c8 proprio l\u2019expertise, infatti, la sola a guidare l\u2019intervento e a garantire il corretto posizionamento delle componenti protesiche. Oggi, la precisione del chirurgo ortopedico viene potenziata dalla tecnologia, traducendosi in diversi vantaggi per il paziente: dalla riduzione del rischio – gi\u00e0 raro – di lussazione post-operatoria<\/strong> (dal 3% all\u20191%*) ad una maggior stabilit\u00e0 muscolare<\/strong>, fino all\u2019aumento della durata dell\u2019impianto<\/strong>. Non solo. Anche una migliore confidenza<\/strong> con l\u2019articolazione protesizzata e un pi\u00f9 preciso controllo delle lunghezze degli arti<\/strong>\u201d, spiega il dottor Fabio Zerbinati<\/a><\/strong>, responsabile Ortopedia e Traumatologia di Humanitas Mater Domini.<\/p>\n\n\n\n

Pianificazione preoperatoria per identificare le componenti protesiche e prevedere l’esito dell’intervento<\/h2>\n\n\n\n

Se, tradizionalmente, lo specialista pianifica l\u2019intervento sulla base di una radiografia eseguita nelle settimane precedenti, in Humanitas Mater Domini questo planning viene arricchito da una radioscopia con amplificatore di brillanza: una sorta di radiografia in real time eseguita direttamente sul lettino operatorio per fotografare lo stato attuale dell\u2019articolazione e acquisire un\u2019immagine ancor pi\u00f9 dettagliata dell\u2019anca.  La radioscopia viene poi elaborata dall\u2019algoritmo del software di navigazione, che permette al chirurgo ortopedico di mappare con estrema accuratezza i principali punti anatomici<\/strong> del paziente, sui quali vengono identificate le componenti protesiche pi\u00f9 corrette. Lo specialista, supportato dal software di navigazione, pu\u00f2 simulare maggior precisione il posizionamento ideale della protesi<\/strong>, <\/em>prevedendo cos\u00ec l\u2019esito dell\u2019intervento.<\/strong><\/p>\n\n\n\n

\u201cDa non sottovalutare un ulteriore vantaggio di questa tecnologia: la non invasivit\u00e0 del sistema di navigazione<\/strong> computerizzato. Per poter mappare i punti anatomici e analizzare il posizionamento dell\u2019impianto, infatti, il medico non necessita di \u00a0strumentazione da ancorare alla gamba e al bacino del paziente, evitando cos\u00ec di esporlo a ulteriori traumi\u201d, precisa il dottore.<\/p>\n\n\n\n

Intervento chirurgico: precisione nell’ordine del grado e del millimetro<\/h2>\n\n\n\n

Grazie all\u2019algoritmo elaborato dal software, in ogni fase dell\u2019operazione il chirurgo ortopedico esegue ulteriori analisi per validare o correggere il posizionamento delle componenti protesiche, rispetto al planning iniziale.\u00a0 \u201cDurante l\u2019intervento, il paziente viene sottoposto a ulteriori radioscopie che vengono integrate nel software permettendo a noi specialisti di evidenziare le variazioni <\/strong>di inserimento dell\u2019impianto protesico nell\u2019ordine di 3 gradi<\/strong> e della lunghezza dell\u2019arto nell\u2019ordine di 3 mm. <\/strong>A guidare l\u2019intervento, rimane sempre l\u2019esperienza del chirurgo: chi sta operando, infatti, pu\u00f2 valutare se accettare o meno le indicazioni del sistema\u201d, approfondisce il dottor Zerbinati.<\/p>\n\n\n\n

Al termine dell\u2019intervento, il software computerizzato sovrappone due immagini dell\u2019anca, prima e dopo l\u2019inserimento della protesi, permettendo di verificare ulteriormente che l\u2019equilibrio anatomico del paziente sia stato rispettato.<\/p>\n\n\n\n

Acceso mininvasivo per un risparmio di muscoli e tendini<\/h2>\n\n\n\n

In Humanitas Mater Domini, la chirurgia computer assistita completa un percorso di cura volto al pieno rispetto dell\u2019anatomia del paziente. Il software di navigazione intraoperatorio, infatti, \u00e8 stato studiato per rendere ancor pi\u00f9 efficiente l\u2019accesso mininvasivo anteriore<\/strong><\/a>, una tecnica chirurgica eseguita ancora in pochi centri ortopedici in Italia.<\/p>\n\n\n\n

\u201cDa anni ci avvaliamo di questa tecnica che permette di impiantare la protesi d\u2019anca attraverso una mini-incisione longitudinale (6-8 cm, rispetto ai 15-20 degli interventi tradizionali) sul lato anteriore della coscia. A differenza delle tecniche tradizionali, muscoli o tendini non vengono lesi, ma divaricati, con il vantaggio di non indebolire la struttura muscolare dell\u2019arto inferiore e di garantire quindi al paziente un minor dolore post-operatorio e un pi\u00f9 rapido recupero\u201d, conclude il dottor Zerbinati.<\/p>\n\n\n\n

*Maskal JT, et al. J. Artroplastica. 2011<\/sup><\/p>\n\n\n\n

Entra in sala operatoria<\/strong><\/h2>\n\n\n\n
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